Birmania – Ciclone Nargis

   
     
 
150 orfani presso il Vescovo Karen, Mons. John Hsane Hgyi in Pathein
 

16 novembre 2008


Richiesta di aiuti per cibo, indumenti, medicine e materiale per asilo e scuola
a favore di 150 Orfani del Ciclone Nargis nel Delta della Birmania,

fino ad oggi assistiti dal vescovo John Hsane Hgyi, dalle suore e padri collegati alla cattedrale San Peter's a Pathein, diocesi e centro della regione sul fiume Pathein.

Amiche, Amici in Italia!

Prima della Seconda Guerra Mondiale vi approdavano navi transoceaniche, e Pathein era una città bellissima con buone strutture e centri di educazione ancora oggi famosi. Anche dal lato militare è tuttora importante per la presenza di un aeroporto militare e di basi militari. La regione del Delta faceva parte della missione cattolica francese ((Missions Étrangerès de Paris, MEP) e l'influenza si vede e si sente ancora.

Nella regione del Delta vivono 7,5 milioni di abitanti ed il fertile Delta si chiamava "La risaia dell'Asia", (Asian Rice basket) per la quantità di riso che si coltivava nella regione. Il ciclone ha distrutto la maggior parte del Delta ma non soltanto, in quanto la sua scia ha devastato, sia pure in modo minore, anche la capitale Yangon. Dopo 6 mesi dal Ciclone Nargis 2,5 milioni di persone hanno ancora urgente bisogno di aiuto.

Siccome il governo birmano ha vietato severamente di aiutare le vittime chiudendo fiumi e strade d'accesso a chi cercava di raggiungere parenti e amici, gli ONG straniere sostavano dapprima per settimane a Bangkok in attesa di un visto, poi negli alberghi a Yangon senza il permesso per il Delta. Solo molto più tardi il World Food Program (WFP) della Nazioni Unite ha potuto iniziare il lavoro di soccorso a milioni di persone, e poco a poco anche alcune organizzazioni locali e straniere, ma in modo sempre ristretto, correndo pericoli di ogni genere: molti sono finiti direttamente nelle prigioni, altri ai lavori forzati nelle miniere, altri ancora nell'esercito.

Bambini, giovani e adulti abili al lavoro sono stati costretti a lasciare le loro famiglie e, specialmente gli orfani, sono stati portati via appena si sapeva che avevano perso i parenti.
Il vescovo John Hsane Hgyi, un etnico Karen, si è visto costretto ad accettare da parte dei militari un campo profughi con 2000 rifugiati, e pare senza alcun aiuto per mantenere questo campo. Ed ha dovuto difendere questo "suo" campo per rifugiati dai militari che cercavano persone, adulti e bambini per portarli via. Intorno alla cattedrale si trovano tuttora famiglie cattoliche delle sue parrocchie tra cui 150 orfani, ed il vescovo, non sapendo cosa fare con gli orfani, li fa stare per ora vicino alla cattedrale, custoditi da preti e suore per difenderli dai militari. Il vescovo vuole guadagnare tempo e considerare come sistemare questi orfani in un secondo tempo.

Durante le mie tre visite a Pathein ho visto 4 orfanotrofi presso le Suore di San Francesco Saverio, una congregazione diocesana di Pathein (SFX); SFX sono anche i "Little Brothers of Saint Francis Xavier", ai quali ho donato 14.000 dollari per la costruzione di una piccola clinica presso il loro centro un poco fuori della città di Pathein. La costruzione della clinica era quasi finita quando è arrivato il ciclone e non ha distrutto nulla, ma soltanto gli edifici vicini più vecchi. Ho mandato ancora tremila dollari per potersi rifornire di materiali e medicine in modo che la clinica possa funzionare regolarmente. Comunque, dopo il ciclone questa piccola clinica, ancora senza arredamento e senza tante medicine, ha potuto accogliere molte migliaia di persone disabili. Questi fratelli (85 persone, molti anziani) sono poverissimi e non ricevono aiuti dall'estero, né sanno dove trovarli.

Le suore invece, sempre diocesane, sono povere ma più organizzate: mantengono ben 84 conventi con annesse case per bambini, studenti, cliniche ecc. ecc. In qualche modo ricevono degli aiuti, ma certamente in modo ridotto a confronto delle congregazioni internazionali in Birmania.

Il mio problema con queste congregazioni nazionali è che non sanno trattare con stranieri, né con la nostra burocrazia. Dietro c'è anche molta politica: hanno paura di essere visti con stranieri, non possono ospitare stranieri (questo vale per tutti i conventi); insomma, sia per loro che per noi è difficile collaborare.
Trasferte di denaro non sono possibili (ufficialmente un dollaro vale 6 Kyat, mentre ovunque il cambio è di fatto un dollaro = 1.200 Kyat !!!!). Bisogna quindi portare il denaro in contanti e di nascosto altrimenti alla dogana non soltanto viene sequestrato tutto: denaro, macchine fotografiche, eventualmente passaporto, ma si potrebbe benissimo anche andare in galera: un mondo difficile e, come ho visto il Natale scorso, anche pericoloso.
Vorrei chiedere degli aiuti per poter continuare ad aiutare nel Delta, ed oggi vorrei che questi aiuti andassero agli orfani che si trovano presso il vescovo John. John Hsane Hgyi è stato ordinato vescovo pochi anni fa dal Nunzio, mio amico, Arcivescovo Adriano Bernardini perché, essendo un Karen può prendersi cura dei tanti cattolici Karen nel Delta. Come altri gruppi etnici (i Chin, i Shan, i Kachin), i Karen sono stati scacciati dai loro monti, e centinaia di migliaia di Karen si trovano ora sia nel Delta, sia in altre zone basse. In Birmania non sono i Birmani che si sono convertiti al Cristianesimo ma i tribali; perciò i cattolici in Birmania sono per la maggior parte o tribali, o cinesi, oppure indiani (fin dai tempi degli Inglesi).

Le mie amiche Thiri e Sabei, con i loro gruppi di volontari, lavorano ancora nel Delta ad ogni fine settimana ed in ogni altro giorno libero, con tutti i mezzi che possono trovare per raggiungere i villaggi, ma fino ad oggi non hanno avuto purtroppo degli aiuti. Trovano ancora degli orrori, gente sotto shock e come ancora paralizzata, gente che ha incominciato a rifarsi una vita, altri che non ce la fanno. Tra morti e dispersi sono oltre 180.000 quelli dei quali si conosce l'identità: carcasse di animali, la terra diventata salina, e sin dal mese di maggio piogge torrenziali ed un monsone particolarmente prolungato.

Ho potuto aiutare fino ad oggi con circa 80.000 dollari, tra il Vostro dono, i doni dei miei amici, e ciò che ho messo della mia fondazione: visto il lavoro fantastico da questi oltre 140 volontari, visto i pericoli che rischiano, le malattie, e l'impatto mentale che hanno ora i volontari. Soltanto per e-mail posso sostenerli anche moralmente, intendo sostenerli anche nel 2009.

La mia amica Thiri mi incontrerà a Bangkok il 5 dicembre al mio arrivo dalla Germania, per poter discutere insieme sul futuro, su ciò che potremo fare e ciò che i volontari dovrebbero fare senza subire troppi danni personali. Alcuni non si sentono di ritornare alla loro vita di prima e vorrebbero dedicarsi ad aiutare questi poveri per molto tempo ed a tempo pieno ........ una catena di problemi e questioni! Thiri è una di loro, con segni di "burn out" e segni del rifiuto categorico di ritornare al suo ufficio ed al solito lavoro! Così mi trovo con una grande responsabilità verso di loro.

 

Partirò il 4 dicembre:

a dicembre per il Giappone ed il Vietnam, a gennaio il Laos
e dal 2 febbraio – 23 febbraio sarò finalmente in Birmania


Per ogni aiuto sono grata. Non penso di poter trovare ancora tanti aiuti come quest'anno.
Perciò ogni piccolo contributo sarà prezioso.



Vostra
Margareta Weisser

Conradin-Kreutzer-Str. 36
78333 Stockach, Germania
e-mail: margareta.weisser@online.de
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